23. Soldi pubblici o privati? (Parte III: La Roma-Lido)

Una immagine della ferrovia Roma-LidoD: Ho letto di fondi della Regione Lazio destinati al potenziamento della ferrovia Roma-Lido. Ma non toccava al proponente farsi carico del piano trasportistico?

R: Gli interventi annunciati dalla Regione Lazio non sono in alcun modo collegati alla realizzazione dello Stadio della Roma poiché già previsti quasi 10 anni fa[1], seppur mai ultimati a causa della mancanza di fondi.

Il tweet di Zingaretti dove si preannuncia lo stanziamento di fondi per il potenziamento della Roma-Lido e l'acquisto di nuovi treni

Il tweet del 2016 nel quale Nicola Zingaretti annuncia lo stanziamento di fondi per l’ammodernamento della Roma-Lido

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Il tweet del 2019 nel quale Nicola Zingaretti annuncia nuovamente lo stanziamento di fondi per l’ammodernamento della Roma-Lido

La delibera di pubblico interesse del 22 dicembre 2014, infatti, proprio in previsione dei suddetti interventi a carico della Regione Lazio[2] [cui appartiene la titolarità della ferrovia, ndr], che consentiranno alla Roma-Lido di raggiungere finalmente l’obiettivo dei 14.400 passeggeri all’ora fissato dal piano triennale elaborato nel 2007, suggeriva la realizzazione, a carico del proponente, di una diramazione della Metro B dalla stazione Magliana a quella di Tor di Valle, il cui potenziale di 19.200 passeggeri, in aggiunta a quello già citato della Roma-Lido post-ammodernamento, avrebbe permesso di soddisfare il vincolo che impone di garantire, ad almeno il 50% degli spettatori, il raggiungimento dell’impianto tramite ferro[3].

Tuttavia, a seguito della necessità di assumere e risolvere le analisi e le osservazioni formulate dal Dipartimento Mobilità[4], la stessa delibera demandava alla Conferenza dei Servizi decisoria la possibilità di individuare un piano trasportistico alternativo, con ciò prevedendo, fra le altre, l’ipotesi di destinare tutti o parte dei 50,45mln stanziati dal proponente per la realizzazione della diramazione della Metro B e della nuova stazione di Tor di Valle ad altre opere ritenute di interesse generale come, ad esempio, il potenziamento della Roma-Lido, o di diminuire la SUL a compensazione[6] qualora si ravvisasse la mancata necessità di impiego (totale o parziale)  del suddetto importo.

Proprio l’ipotesi di potenziamento della Roma-Lido è da subito l’opzione considerata preferenziale dal Dipartimento della Mobilità come confermato via Twitter, a queste stesse pagine, dall’allora Presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno: Il tweet di Enrico Stefàno indirizzo a @SdR_FAQ nel quale preannuncia l'intenzione di destinare i fondi previsti per la diramazione della Metro B al potenziamento della Roma-Lido

A seguito della ridefinizione del pubblico interesse contenuta nella delibera n.32 del 14 giugno 2017 [cfr FAQ n.18], tale orientamento si concretizza attraverso la destinazione, quale contributo economico per la Roma-Lido, di 44mln di euro del contributo al costo di costruzione[7], con ciò configurando un minor investimento, rispetto a quanto previsto dalla delibera n.132/2014, di circa 5mln ma, allo stesso tempo, l’abbattimento di una quota di SUL compensativa.

Allo Stadio della Roma, dunque, è possibile imputare “soltanto” il merito di aver contribuito a rendere improcrastinabile quanto rimasto inottemperato per anni benché necessario, come ammesso, del resto, dalla stessa Regione Lazio in sede di Conferenza dei Servizi esterna[5].

E’ opportuno sottolineare, tuttavia, che secondo l’art. 12 comma 4 dello Schema di Atto d’Obbligo[8], la mancata realizzazione degli adeguamenti preannunciati da parte delle Amministrazioni, ivi compresi i 44mln di euro del contributo al costo di costruzione da destinare all’acquisto di treni e materiale rotabile, non potrà in alcun modo impedire al proponente la prima apertura dello Stadio. In tal caso, Roma Capitale dovrà farsi carico di un piano trasportistico alternativo, probabilmente su gomma.

Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2019

Fonte [1]: A questo indirizzo è disponibile il comunicato emesso in data 8 marzo 2007 relativo al piano di potenziamento triennale firmato da Regione Lazio, Comune di Roma, ATAC e Metro: http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW108245
A questo indirizzo, invece, è disponibile il comunicato emesso in data 23 novembre 2007 nel quale viene aggiornato il cronoprogramma e si forniscono ulteriori dettagli tecnici ed economici del piano di ammodernamento: http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW148324
Fonte [2]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (p. 7 punto a)
Fonte [3]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (p. 9 punto 3)
Fonte [4]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (p. 7 punto a)
Fonte [5]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (p. 7 terzultimo paragrafo)
Fonte [6]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (p. 17 ultimo periodo)
Fonte [7]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-32-2017.pdf (p. 16 ultimo punto)
Fonte [8]: http://www.regione.lazio.it/rl/wp-content/uploads/stadio-roma-doc//////SECONDA_CONFERENZA_DEI_SERVIZI/INTEGRAZIONI/TDV%202.0%20-%20Integrazione%2016102017/A_GENERALE/00_REL.%20GEN/DEF_G_GEN_00_GE_0000_1401_G00,00_EUR_00.pdf (p. 22)


Hanno collaborato:
Andrea Longobardo (@FlyingAndrew91), ricerca documentale

 

11. Soldi pubblici o privati? (Parte II: Gli appalti)

Il Campidoglio

D: Gare d’appalto? E’ questo il motivo per cui è stato concesso il pubblico interesse? Sperperare altro denaro pubblico in favore delle solite imprese amiche?

R: E’ vero che i lavori relativi alle opere infrastrutturali, sebbene finanziati interamente da privati [cfr. FAQ n.10], saranno concessi tramite appalti pubblici ma il proponente, nel caso di interventi da realizzare su aree di proprietà pubblica, qualora partecipasse e non risultasse aggiudicatario, avrà 15 giorni di prelazione entro i quali pareggiare l’offerta vincitrice ed eseguire le opere[1].

Più in generale, comunque, sarà il proponente stesso a costituire garanzia di trasparenza e vigilanza: avendo tutto l’interesse affinché le opere siano completate nel minor tempo possibile [l’impianto non potrà entrare in funzione fino al completamento delle opere pubbliche previste[2], ndr], il suo obiettivo non potrà essere altro che perseguire l’efficienza piuttosto che favorire il clientelismo, contrariamente a quanto potrebbe, purtroppo, accadere nel caso di un appalto gestito da soggetti pubblici.

Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2017


Fonte [1]: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/12/27/13G00191/sg (comma 304 lettera d)
Fonte [2]:www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-32-2017.pdf (p. 20, penultimo paragrafo)


10. Soldi pubblici o privati? (Parte I: Il deserto urbano)

Il Campidoglio

D: Ho letto che lo Stadio richiederà la realizzazione di 200mln di opere pubbliche. E’ giusto spendere denaro dei cittadini per un progetto privato in un deserto urbano?

R: I 200mln di euro[1] non saranno versati dal Comune di Roma ma dal proponente. Il rilascio del permesso a costruire, infatti, comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione[2].

La corresponsione è effettuata dal proponente nell’ambito del procedimento amministrativo per l’ottenimento del Permesso a Costruire versando nelle casse comunali la somma dovuta oppure, a scomputo totale o parziale della stessa, obbligandosi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione[3]. Quest’ultimo, sarà anche il caso dello Stadio della Roma: il proponente, infatti, si farà carico della loro realizzazione (e di quella relativa alle opere aggiuntive assimilate al Contributo Straordinario pari a 84,7mln [cfr. FAQ n.19], per un totale di 166,5mln, al netto di spese tecniche di progettazione, oneri sicurezza, ecc. di opere pubbliche da realizzare a scomputo), predisponendo capitolati/computi metrici per la successiva gara, che dovrà essere bandita in base alle procedure ad evidenza pubblica.

Il contributo da versare viene calcolato sulla base di alcuni parametri prestabiliti, ad ognuno dei quali è associato un coefficiente[4].

Gli oneri di urbanizzazione dipendono dalla DTZ (Densità Territoriale di Zona misurata in abitanti/Ha). Più alta è la DTZ, più basso è il valore unitario al mc dell’onere di Urbanizzazione Primaria, mentre la Secondaria resta costante. Un altro coefficiente è associato alla Zona di PRG (o Zona Territoriale Omogenea – ZTO in cui essa ricade) e al tipo di intervento. Il contributo al Costo di Costruzione, invece, viene calcolato in percentuale al Computo Metrico Estimativo. Per il non residenziale, si calcola: Turistico-Ricettivo 6%; Commerciale 7%; Direzionale 8%; Impianti Sportivi 5%[11].

A parità di intervento edilizio, dunque, gli oneri di urbanizzazione sono inversamente proporzionali alla densità di popolazione dell’area di destinazione.

Ne consegue che se, per assurdo, il comparto A1 (Stadio + Roma Village + Nuova Trigoria) potesse essere spostato tout-court in una zona più urbanizzata di Roma, ciò comporterebbe la corresponsione di un contributo inferiore a quello dovuto per la realizzazione della medesima opera nella zona di Tor di Valle.

Non va dimenticato, inoltre, che qualsiasi onere aggiuntivo può essere richiesto dall’amministrazione al proponente soltanto se necessario alla fruizione dell’impianto[7] e non può, quindi, essere utilizzato altrove[10].

Valutando l’operazione nell’ottica della massima monetizzazione conseguibile dal Comune di Roma, dunque, difficilmente si potrebbe individuare un’area più idonea di quella prescelta, considerata la bassa DTZ e la grande necessità di interventi infrastrutturali.

Dal punto di vista della razionalizzazione degli oneri, invece, la questione si complica sensibilmente poiché diviene afferente alla sfera delle legittime convinzioni personali. Se da un lato, infatti, vi è chi trova conveniente per la comunità sostenere i costi relativi alle OOPP aggiuntive con ulteriori concessioni edilizie, evitando perciò esborsi di denaro pubblico, dall’altro si contrappone chi ritiene questa prassi un favore ai costruttori (ricavi sul costruito notevolmente superiori agli oneri dovuti) e uno spreco di risorse pubbliche (utilizzare suolo equivale a sostenere un costo a carico della comunità).

Ovunque ci si posizioni in questa discussione, tuttavia,  appare evidente come l’idea che il passaggio dal Masterplan 1.0 al Masterplan 2.0, ossia dalla prima alla seconda visione urbanistica in gioco, abbia comportato un aggravio della spesa pubblica, si configuri come un falso storico.

Nel primo caso, infatti, il Comune utilizzava il contributo al costo di costruzione per la realizzazione di alcune opere pubbliche (parco fluviale, pontili est-ovest e sottopasso di via Dasti), concedendo cubatura compensativa in cambio delle OOPP che consolidano l’interesse pubblico:

Schema riassuntivo delle OOPP previste con Stadio della Roma

Masterplan 1.0 – Elenco delle OOPP – in marrone, quelle realizzate tramite contributo al costo di costruzione

Nel secondo, tale contributo viene invece destinato al potenziamento dell’offerta di trasporto su ferro [cfr. FAQ n.18], ovvero di opere il cui beneficio non è riservato esclusivamente ai fruitori dell’impianto e, dunque, perfettamente coerenti con gli interventi del Masterplan 1.0, mentre i pontili entrano nelle opere a compensazione SUL. Ciò, inevitabilmente, al costo di un taglio alle opere finanziabili (spariscono l’intervento al sottopasso di via Dasti e, soprattutto, il Ponte di Traiano, ritenuto superfluo a causa del futuro Ponte dei Congressi) ma permettendo, al contempo, un risparmio alla comunità in termini di concessioni edilizie addizionali, ossia della tanto temuta urbanistica contrattata:

OOPP Pubb Priv MasterPlan 2_0 Dopo IIa Conferenza Servizi

Masterplan 2.0 – Elenco delle opere pubbliche e private (a-h = Opere a compensazione SUL; Vp = Verde Pubblico; A1 = Stadio; B1 = Business Park; C1 = Convivium; P = Parcheggi)

OOPP Comp SUL MasterPlan 2_0 Dopo IIa Conferenza Servizi

Masterplan 2.0 – Elenco delle opere a compensazione SUL

OOPP Comp SUL Opzionali MasterPlan 2_0 Dopo IIa Conferenza Servizi

Masterplan 2.0 – Elenco delle opere opzionali messe a disposizione dal proponente

E’ appena il caso di ricordare, inoltre, che il sopra menzionato Ponte dei Congressi, seppure utilizzato nelle simulazioni dei flussi di traffico dell’area di Tor di Valle nello scenario 2 (SP2)[8], è opera la cui progettazione e il cui finanziamento sono antecedenti, oltre che totalmente indipendenti, al progetto romanista[9].

Un ulteriore aspetto che merita di essere approfondito, è come la popolazione residente interessata dagli interventi previsti con lo Stadio, secondo l’Annuario Statistico 2015[5]ammonti a 94.940 unità (così distribuite: Tor di Valle 16; suburbio S. VII Portuense 32.857; quartiere Q. XXXII Europa 9.390; zona Z. XXVII Torrino 35.784; zona Z. XXXI Mezzocammino 12.064; zona Z. XL Magliana Vecchia 4.740), ossia circa il 3,3% del totale (2.873.976). Non esattamente “zero cittadini”, come incautamente affermato da alcuni.

La popolazione residente interessata dalla realizzazione di opere di urbanizzazione, peraltro, rappresenta soltanto una misura parziale del loro effetto.

La criticità del sistema viario dell’area, ad esempio, era già stato oggetto, oltre 10 anni fa, di uno studio preliminare della Provincia di Roma[6] nel quale la riunificazione funzionale di via Ostiense – via del Mare (inclusa negli interventi previsti per lo Stadio della Roma, [cfr. FAQ n.18]) veniva indicata come una sua possibile soluzione. Per quale motivo la Provincia di Roma avrebbe dovuto elaborare un piano di modifiche alla rete viaria di un presunto deserto urbano interessato da zero cittadini? La risposta è alquanto scontata: perché la via del Mare e l’Ostiense (ma anche la Roma-Fiumicino) non raccolgono soltanto il traffico dei residenti (essendo le arterie della direttrice da e verso Ostia e l’aeroporto di Fiumicino) e, dunque, i benefici di un loro riassetto andrebbero a distribuirsi su una fetta molto più ampia di popolazione.

La zona di Torrino-Decima, infine, è interessata da un rischio idraulico R4, derivante dalla presenza del fosso di Vallerano [cfr. FAQ n.8]. Per quale motivo la messa in sicurezza di 35.000 persone circa dovrebbe passare in subordine rispetto ad altri interventi, pur necessari, in altre aree della città? Da quando 35.000 cittadini corrispondono a un deserto urbano?

Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2019

Fonte [2]: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01378dla.htm (art.16 comma 1)
Fonte [3]: http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/01378dla.htm (art.16 comma 2)
Fonte [4]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/atti/deliberazioni/dac-2017-1.pdf (pp. 6-9)
Fonte [5]: https://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/ANNUARIO_STATISTICO_Comune_di_Roma_2015.pdf (pp. 382-383)
Fonte [6]: http://www.provincia.rm.it/Trasportiemobilita/documentiUpload/FIU_RE_01%20RELAZIONE_ILLUSTRATIVA.PDF (p. 12)
Fonte [7]: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/23/17A04320/sg (comma 1)
Fonte [8]: http://www.regione.lazio.it/rl/wp-content/uploads/stadio-roma-doc////SECONDA_CONFERENZA_DEI_SERVIZI/A_GENERALE/03_TRASPORTISTICA/DEF_G_GEN_00_TR_2360_1400_G00,00_INT_01.pdf
Fonte [9]: https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW819262
Fonte [10]: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/23/17A04320/sg (art. 62)
Fonte [11]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/atti/deliberazioni/Del-CC-2966-78.pdf (pp. 8-9, punto 10)


Hanno collaborato:
Andrea Longobardo (@FlyingAndrew91), ricerca documentale
Francesco Rapone (@FrancescoRapone), riferimenti normativi