23. Soldi pubblici o privati? (Parte III: La Roma-Lido)

Una immagine della ferrovia Roma-LidoD: Ho letto di fondi della Regione Lazio destinati al potenziamento della ferrovia Roma-Lido. Ma non toccava al proponente farsi carico del piano trasportistico?

R: Gli interventi annunciati dalla Regione Lazio non sono in alcun modo collegati alla realizzazione dello Stadio della Roma poiché già previsti quasi 10 anni fa[1], seppur mai ultimati a causa della mancanza di fondi.

Il tweet di Zingaretti dove si preannuncia lo stanziamento di fondi per il potenziamento della Roma-Lido e l'acquisto di nuovi treni

Il tweet nel quale Nicola Zingaretti annuncia lo stanziamento di fondi per l’ammodernamento della Roma-Lido

La delibera di pubblico interesse del 22 dicembre 2014, infatti, proprio in previsione dei suddetti interventi a carico della Regione Lazio[2] [cui appartiene la titolarità della ferrovia, ndr], che consentiranno alla Roma-Lido di raggiungere finalmente l’obiettivo dei 14.400 passeggeri all’ora fissato dal piano triennale elaborato nel 2007, suggeriva la realizzazione, a carico del proponente, di una diramazione della Metro B dalla stazione Magliana a quella di Tor di Valle, il cui potenziale di 19.200 passeggeri, in aggiunta a quello già citato della Roma-Lido post-ammodernamento, avrebbe permesso di soddisfare il vincolo che impone di garantire, ad almeno il 50% degli spettatori, il raggiungimento dell’impianto tramite ferro[3].

Tuttavia, a seguito della necessità di assumere e risolvere le analisi e le osservazioni formulate dal Dipartimento Mobilità[4], la stessa delibera demandava alla Conferenza dei Servizi decisoria la possibilità di individuare un piano trasportistico alternativo, con ciò prevedendo, fra le altre, l’ipotesi di destinare tutti o parte dei 50,45mln stanziati dal proponente per la realizzazione della diramazione della Metro B e della nuova stazione di Tor di Valle ad altre opere ritenute di interesse generale come, ad esempio, il potenziamento della Roma-Lido, o di diminuire la SUL a compensazione[6] qualora si ravvisasse la mancata necessità di impiego (totale o parziale)  del suddetto importo.

Proprio l’ipotesi di potenziamento della Roma-Lido è da subito l’opzione considerata preferenziale dal Dipartimento della Mobilità come confermato via Twitter, a queste stesse pagine, dal neo Presidente della Commissione Mobilità, Enrico Stefàno: Il tweet di Enrico Stefàno indirizzo a @SdR_FAQ nel quale preannuncia l'intenzione di destinare i fondi previsti per la diramazione della Metro B al potenziamento della Roma-Lido

A seguito della ridefinizione del pubblico interesse contenuta nella delibera di giunta del 6 giugno 2017 [cfr FAQ n.18], tale orientamento si concretizza attraverso la destinazione, quale contributo economico per la Roma-Lido, di 45mln di euro del contributo al costo di costruzione[7], con ciò configurando un minor investimento, rispetto a quanto previsto dalla delibera n.132/2014, di circa 5mln ma, allo stesso tempo, l’abbattimento di una quota di SUL compensativa.

Allo Stadio della Roma, dunque, è possibile imputare “soltanto” il merito di aver contribuito a rendere improcrastinabile quanto rimasto inottemperato per anni benché necessario, come ammesso, del resto, dalla stessa Regione Lazio in sede di Conferenza dei Servizi esterna[5].

Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2017

Fonte [1]: A questo indirizzo è disponibile il comunicato emesso in data 8 marzo 2007 relativo al piano di potenziamento triennale firmato da Regione Lazio, Comune di Roma, ATAC e Metro: http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW108245
A questo indirizzo, invece, è disponibile il comunicato emesso in data 23 novembre 2007 nel quale viene aggiornato il cronoprogramma e si forniscono ulteriori dettagli tecnici ed economici del piano di ammodernamento: http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW148324
Fonte [2]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (pagina 7 punto a))
Fonte [3]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (pagina 9 punto 3)
Fonte [4]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (pagina 7 punto a.)
Fonte [5]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (pagina 7 terzultimo paragrafo)
Fonte [6]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/dipartimento/delibere/dac-2014-132.pdf (pagina 17 ultimo periodo)
Fonte [7]: http://www.comune.roma.it/DeliberazioniAttiWeb/showPdfDoc?fun=deliberazioniAtti&par1=QUNE&par2=NzE0 (pagina 16 ultimo punto)


Hanno collaborato:
Andrea Longobardo (@FlyingAndrew91), ricerca documentale

 

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8. Tor di Valle (Parte I: Il rischio idrogeologico)

Sondaggi geologici nell'area di Tor di Valle

«Non è vero che l’area dello Stadio è a rischio esondazione per l’effetto diretto dell’onda di piena del fiume Tevere. Io credo che chi si esprime in tal senso non solo non abbia verificato la documentazione progettuale ma non abbia nemmeno acquisito e studiato nel merito il Piano di Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino del fiume Tevere» (prof. Fernando Nardi, esperto internazionale di rischi idrologici e idrogeologici)

D: Come si può pensare di costruire nell’area di Tor di Valle, con tutti quei vincoli ambientali e il rischio idrogeologico?

R: L’area di Tor di Valle interessata dall’intervento, in quanto già edificata[8] (vi è presente l’ex-ippodromo), destinata da PRG vigente a “verde privato attrezzato” (in cui, ex art. 87 delle NTA, è ammessa la realizzazione di attrezzature sportive, di servizi connessi e complementari con indice di fabbricabilità pari a 0,09mq/mq di cui 0,03mq/mq di servizi e che, essendo destinata dal PRG previgente a Zona G4, potrebbe ospitare anche un mix funzionale tra cui commerciali, servizi, direzionale privato, ossia un mix funzionale di attrezzature sportive e servizi connessi e complementari[9][10]), geologicamente compatibile[7] e priva di vincoli di inedificabilità assoluta di alcun tipo[1], soddisfa i requisiti di Legge e, pertanto, rientra nella legittima facoltà di scelta del proponente.

Occorre infatti ricordare che:

  • In data 15 marzo 2012 la AS Roma conferisce l’incarico a Cushman&Wakefield, azienda leader mondiale nell’intermediazione immobiliare, di individuare la zona più adatta ad ospitare il proprio impianto[2]. C&W inizialmente apre alle proposte dei privati, collezionandone circa un centinaio, per poi completare una prima scrematura che ne riduce il numero a una decina circa. Le aree selezionate vengono quindi sottoposte alla valutazione dei tecnici del Comune di Roma, i quali attestano che quattro di esse, fra cui Tor di Valle, soddisfano i requisiti di idoneità [cfr. FAQ n.9];
  • In sede di Conferenza dei Servizi preliminare, l’Autorità di Bacino segnala la presenza nell’area prescelta di un rischio idraulico legato al fosso di Vallerano[3][5] (e non al fiume Tevere, come invece denunciato erroneamente da alcuni istituti privati e partiti politici) e, non avendo rilevato nulla di ostativo alla realizzazione del complesso, pone la sua messa in sicurezza definitiva come unica condizione necessaria, per quanto le concerne, alla dichiarazione di pubblico interesse da parte della giunta Marino[4] (consentirà al quartiere Torrino-Decima, tra l’altro, di vedere finalmente declassato il suo indice di rischio R4, a decenni dalla costruzione) riservandosi, in sede di Conferenza dei Servizi decisoria, di valutare l’impatto delle nuove strutture e disporre, eventualmente, ulteriori prescrizioni[5] (alcune già previste dal proponente, come ad esempio la realizzazione di tutto il complesso su un piano rialzato);
  • In data 2 dicembre 2015, si conclude l’attività di indagine geologica sull’area interessata dall’intervento, che ne accerta la compatibilità con lo stesso[7].

I tre comparti individuati nello Studio di Fattibilità (Comparto A1: Stadio, Nuova Trigoria – Comparto B1: Business Park – Comparto C1: Commerciale) sorgeranno esclusivamente sull’area di proprietà Eurnova ospitante l’ex-ippodromo[11]. La restante porzione della superficie d’intervento interessa aree di proprietà pubblica e di terzi che saranno soggette ad esproprio e su cui insisteranno esclusivamente opere di interesse pubblico (viabilità, parcheggi, parco fluviale, ecc.).

E’ appena il caso di notare, infine, come strutture quali Stadio Olimpico, Stadio Flaminio o Auditorium sorgano adiacenti a zone il cui attuale indice di rischio è il medesimo di una porzione dell’ex Ippodromo di Tor di Valle (R3)[6]. Per i primi si tratta di zone di rischio del reticolo primario (fiume Tevere) mentre Tor di Valle è interessata dal rischio del reticolo secondario. Dal momento che per queste aree non è previsto alcun intervento, si può ragionevolmente affermare che, al termine degli interventi di messa in sicurezza definitiva del fosso di Vallerano, anche raggiungere e sfollare (oltre che, ovviamente, frequentare) i luoghi dell’evento sarà più sicuro nel nuovo Stadio della Roma di quanto non lo sia nelle suddette zone.

Situazione del rischio idraulico ante (da R3 a R4) e post operam (nessuno)sul Fosso di Vallerano

Rischio idraulico ante e post operam (Masterplan 1.0, cartella A_ Relazione Generale\A – Relazione Descrittiva, file A0.TDV_Relazione Descrittiva.pdf, pagina 34)

Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2017

Fonte [1]: http://www.regione.lazio.it/PTPR/PTPRB/
Per chi non riuscisse a navigare la mappa interattiva, ecco una screenshot dell’area di Tor di Valle:

PTPR Tav B., Tav 24, Foglio 374

mentre a questo indirizzo è disponibile la relativa legenda comprensiva dei riferimenti normativi. Sovrapponendovi il masterplan generale (pag. 121)  si evince che:

  • l’area campita in rosso indica un vincolo a tutela limitata (art. 136 Dlgs 42/04), dove il progetto prevede i parchi fluviali nord-est e ovest, più una porzione (campi in erba e area verde) del comparto A1 (Stadio + Roma Village + Nuova Trigoria) ;
  • l‘area celeste che segue il corso del Tevere indica la fascia di rispetto di 150m (art. 7 L.R. 24/98), per i quali il PTPR prevede la non edificabilità e dove il progetto non prevede alcun intervento;
  • i cerchi gialli (3 casali rurali) indicano vincoli puntuali per i quali il PTPR prevede una fascia di rispetto di 50m (art. 31bis e art. 44 L.R. 24/98, L.R. 27/2001) non edificabile o edificabile ad uso agricolo, dove il progetto prevede il parco fluviale ovest;
  • Tutto ciò che è bianco, ossia dove insisterà il complesso, è esente da qualsiasi tipo di vincolo

Fonte [2]: Questo era il link originale del comunicato, rimosso a seguito della pubblicazione della nuova versione del sito ufficiale AS Roma: http://www.asroma.it/it/notizie/comunicato-as-roma-cushmanwakefield-llp/
Qui è possibile trovarne una sua copia, tratta da uno dei tanti siti di informazione romanista: http://tinyurl.com/had2vhp

Fonte [3]: http://ortoxii.altervista.org/alterpages/medium/fosso_small.jpg
Fonte [4]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/news/assessorato/attivita/2014-18-12-stadio/stadio-presentazione.pdf (pagina 38)
Fonte [5]: http://www.vocegiallorossa.it/nuovo-stadio/ferranti-autorita-del-bacino-del-fiume-tevere-nostro-parere-condizionato-dalla-messa-in-sicurezza-del-fosso-di-vallerano-79502
Fonte [6]: confrontare la mappa di rischio della zona Stadio Olimpico con quella di Tor di Valle
Fonte [7]: http://www.geores.it/sito/wp-content/uploads/Case-study_Tor-di-Valle.pdf
Fonte [8]: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/12/27/13G00191/sg (comma 305)
Fonte [9]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/uo_urban/prg_vigente/prg_nta.pdf (art. 87, pagina 72)
Fonte [10]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/uo_urban/prg_adottato/p3_17.pdf
Fonte [11]: http://www.urbanistica.comune.roma.it/images/stadio-roma/elab2017/B1.1_DEF_G_GEN_00_UR_0000_0206_G00000_STB_00.pdf


Hanno collaborato:
Francesco Rapone (@FrancescoRapone), consulenza